FANTASIE DI UNA MISS
Pavimento
di pietra non levigata come le pareti, alle quali sono fissati anelli da cui
pendono catene. Al centro del soffitto una gabbia sospesa.... è vuota... vuota
perchè chi talvolta vi dimora è intento ad azionare un mantice per dar
fuoco al grande bracere situato al lato del tavolo di legno pesante
che occupa la parte sinistra della stanza. La luce tremula è diffusa
dalle torce agli angoli della stanza. L'aria sembra stranamente caricarsi dello
schioppettio delle braci ardenti che rompe il silenzio. Il rumore dei miei
tacchi, mi avvicino al bracere e arrovento il punzone a forma di K che ho nelle
mani. -"Sdraiati sul tavolo schiavo"- ed egli obbedisce al comando e
si lascia allacciare le polsiere fissate al tavolo. Nei suoi occhi vedo eccitazione e
contemporaneamente sento anche l'odore della sua paura... si la paura ha
un odore. Stringo le sue caviglie tra le mie mani per allargargli le gambe e
semiflettergliele, di nuovo il rumore dei miei passi...... afferro il
punzone incandescente dal bracere lo tengo in modo che lui possa vederlo e poi
lo avvicino lentamente tra le sue gambe, poco sotto le sue palle, zona perineo.
la K rovente si avvicina alla carne dello schiavo, pelle liscia perfettamente
depilata, e la bacia nel punto previsto.... delicatamente, quanto basta per
lasciare un segno indelebile. L'odore della carne bruciata riempie la stanza di
pietra già carica di eccitazione, le urla di dolore dello schiavo annullano il
silenzio. Guardo gli occhi di lui, sono colmi di lacrime che iniziano a sgorgare
copiose solcandogli il bel viso. Adesso è la volta del ghiaccio, lo applico al
marchio procurando nuovo dolore e sollievo contemporaneamente, curando
l'ustione con molta dolcezza. Sciolgo i polsi e lo aiuto ad alzarzi, asciugo le
sue lacrime ... le ha versate per me... Adesso il mio schiavo non è marchiato
solo nell'anima, porterà il mio segno anche sulla pelle.... per sempre.
E' passato qualche anno da quando misi nero su bianco questa mia fantasia .... Il marchio ha sempre avuto per me un significato profondo: simbolo tangibile del mio possedere, anche nel corpo e non solo nell'anima, colui che porta il mio collare. Il mio marchio va assolutamente meritato e sono perfettamente conscia che non è cosa semplice ambirvi. Eppure oggi c'è qualcuno che lo porta .... chi lo avrebbe mai detto.... ed ho provveduto io stessa a fare in modo che la mia K stagliasse rovente sulla natica immacolata. Non credo si possano trovare termini adatti ad esprimere l'intensità delle emozioni che scorrevano ed avvolgevano due anime che attraverso l'acciaio incandescente si toccano .... tanto da non capire più dove finisce l'una e comincia l'altra.
C'è una sola parola da pronunciare... una soltanto: grazie.
Dedicato al mio devoto e possente schiavo per il suo primo anno di collare.
Khadya

bello brava khadya e complimenti!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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